Il fenomeno della guida in stato di alterazione:
alcuni dati italiani

Ogni giorno in Italia si verificano in media 590 incidenti stradali, che provocano la morte di 12 persone e 842 feriti. Nel complesso, nell’anno 2009 sono stati rilevati 215.045 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 4.237 persone, mentre altre 307.258 hanno subito lesioni di diversa gravità. Rispetto al 2008 si osserva un calo del numero di incidenti (-1,6%) e dei feriti (-1,1%) e un calo consistente del numero di morti (-10,3%).

Tra i conducenti deceduti (2.934 in totale) a seguito di incidente stradale i più colpiti sono i giovani. La fascia di età in corrispondenza della quale si rileva il maggior numero di conducenti morti o feriti è quella tra 20 e 24 anni (316 morti e 26.941 feriti).
Effettuando un’analisi per genere si osserva che, per i maschi, la classe di età nella quale si concentrano il maggior numero di morti è 20-24 anni, mentre per le femmine è tra i 20 e 29 anni.

Gli incidenti del venerdì e sabato notte rappresentano il 43,2% del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e sabato notte sono, rispettivamente, il 42,1% e il 45,6% del totale. In altre parole, se gli incidenti in orario notturno (tra le 22.00 e le 6.00) sono numericamente inferiori, tuttavia l’esito è più grave. Infatti, l’indice di mortalità degli incidenti notturni è pari mediamente a 3,5 decessi ogni 100 incidenti, contro il valore di due decessi ogni 100 incidenti nel complesso.

La tipologia degli incidenti notturni suscita particolare allarme, data l’elevata correlazione stimata con l’uso di alcol o droghe soprattutto da parte dei giovani. Un recente studio ISTAT (2011) evidenzia come alcuni comportamenti di consumo a rischio (binge drinking e droghe) siano più frequenti tra coloro che frequentano le discoteche ed i luoghi in cui si balla, comportamento osservato sia per i maschi che per le femmine, concentrato soprattutto nel fine settimana.

Il sistema di sorveglianza PASSI (la sperimentazione condotta da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità con l’obiettivo di effettuare un monitoraggio sullo stato di salute della popolazione adulta italiana) ha pubblicato un Rapporto Nazionale su Alcol e Guida 2010, secondo il quale quasi il 10% di coloro che hanno consumato alcolici nei 30 giorni precedenti all’intervista ha dichiarato di aver guidato un’auto o una moto nell’ora successiva all’assunzione di almeno due unità alcoliche. L’abitudine a guidare sotto l’effetto dell’alcol è più frequente negli uomini e nei giovani della fascia di età 25-34 anni.

Le infrazioni accertate per violazione degli articoli art. 186 e 187 del Codice della Strada (rispettivamente, guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti) risultano in diminuzione nel biennio 2008-2010. Il rapporto tra le infrazioni per alcool e sostanze stupefacenti rispetto al totale generale delle infrazioni evidenzia una diminuzione per la violazione dell'art. 186 mentre è sostanzialmente costante per l’art. 187 del Codice della Strada.



Alcuni dati relativi all'alcol

"L'alcol costituisce il terzo più importante fattore di rischio per la salute, dopo il tabacco e l'ipertensione; oltre ad essere una sostanza psicotropa che può dare dipendenza, è causa di molte patologie, oltre a traumi gravi, incidenti, turbe mentali e del comportamento". L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato le tre principali cause di incidenti stradali mortali:

  1. l'eccesso di velocità
  2. il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza
  3. l'uso di bevande alcoliche da parte del conducente.
  • Nonostante le raccomandazioni della Commissione di adottare un provvedimento comune relativamente al limite massimo della concentrazione di alcol nel sangue consentita per poter guidare (0,5 g/l), a tutt'oggi non esiste un unico tasso alcolemico legalmente valido in tutti gli Stati Membri dell'Unione europea.
  • Secondo la relazione dell'Istat, la quota di persone di 14 anni e più che bevono alcolici, stabile intorno al 70% negli ultimi 10 anni, nel 2010 è scesa al 67,6% (ISTAT 2011).
  • L'elevato numero di consumatori comporta un'esposizione della popolazione ai rischi dell'alcol, anche in caso di consumi moderati (cirrosi epatiche, alcoldipendenze, psicosi alcoliche, incidenti, altre morti alcolcorrelate).
  • Secondo la relazione del Ministero della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, in Italia l'uso di alcol è causa dell'elevata mortalità per incidente stradale che oscilla tra il 30-40 % dei casi.
  • L’Istituto Superiore di Sanità-Osservatorio Nazionale Alcol stima complessivamente che in Italia siano almeno 30.000 le morti causate dall’alcol, la prima causa di morte tra i giovani fino ai 24 anni di età, in relazione principalmente agli incidenti stradali.
  • L’ebbrezza da alcol ha rappresentato nel 2008 il 2,12% del totale di tutte le cause accertate o presunte di incidente stradale ( percentuale in aumento rispetto al 2,09% registrato nel 2007), con 5.920 casi rilevati (6.124 nel 2007).


Fonti


  • ISTAT, L'uso e l'abuso di alcol in Italia. Anno 2010, Roma 2011.
  • Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi alcolcorrelati. Anni 2008-2009, Roma 2011.
  • Dipartimento Politiche Antidroga, Relazione annuale al Parlamento 2011sull'uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia, 2011 
  • ISTAT, Incidenti Stradali. Anno 2009, Roma 2010.
  • World Health Organization, World Report on road traffic injury prevention, Geneva, 2004.