Interventi psicoterapeutici


Nel trattamento dell'alcoldipendenza la psicoterapia in tutte le sue forme costituisce un valido strumento di sostegno e un adeguato mezzo di esplorazione per condurre il paziente a una presa di coscienza del problema. Spesso nella cura dell'alcolismo si ricorre a più modalità di intervento diverse, proprio per le sensibili differenze che sono presenti in ogni singolo soggetto. L'approccio terapeutico è diverso da quello adottato per gli altri disturbi psicologici che derivano principalmente dall'interazione tra il soggetto e l'ambiente perchè l'alcol agisce modificando l'interazione tra i due.

Il trattamento individuale

Nel trattamento individuale le difficoltà maggiori nascono quando il paziente continua a bere durante il periodo di trattamento e l'abuso di alcol diventa un mezzo per non affrontare argomenti per lui spiacevoli e la scusa per saltare le sedute. E' piuttosto difficile che un alcolista rispetti con regolarità gli appuntamenti di terapia, che frequenti con assiduità le sedute e che rispetti la regola dell'astinenza dal bere. Questi sono i motivi per i quali è indispensabile che il terapeuta sappia instaurare con il soggetto un rapporto aperto ed elastico, tanto da poter includere, accanto alla psicoterapia, anche interventi attivi quali consigli, proibizioni e controlli sul comportamento ed, eventualmente, ricorrere, al momento del bisogno, alla richiesta di ricoveri e di trattamenti medici. La volontà di smettere è una realtà estremamente variabile tra i vari soggetti, che affrontano la terapia con atteggiamenti che oscillano dal farlo soltanto perché costretti da motivi fisici o da pressioni esterne sino alla reale buona fede personale che si scontra però con le resistenze inconsce. Quando il soggetto si trova in una condizione di alcolismo estremo e grave risulta impossibile instaurare un trattamento individuale, proprio per la mancanza di collaborazione del paziente. In questa particolare situazione è preferibile iniziare con una terapia esclusivamente di appoggio basata sull'ascolto e mirata a ridimensionare le manifestazioni emotive e le interpretazioni distorte della realtà da parte del soggetto.

A chi si rivolge
L'approccio della terapia individuale varia in base ai diversi tipi di paziente e alle diverse motivazioni che portano alla scelta di questo approccio terapeutico. Si può fare una suddivisione a grandi linee in due gruppi di potenziali candidati alla terapia individuale
. Il primo gruppo comprende il soggetto che non si è mai sottoposto a trattamenti disintossicanti, che non ha mai provato ad astenersi dal bere per periodi prolungati  e difficlmente motivato ad affrontare la cura. L'insufficienza di motivazioni da parte del soggetto non deve comunque essere un motivo di rifiuto da parte del terapeuta. Spesso il ricorso a questa terapia è voluto dalla famiglia oppure è stimolato dalla presenza di un problema di licenziamento o dalla paura di un pericolo fisico, ma non sicuramente da una reale convinzione personale. Al secondo gruppo appartengono quei bevitori che hanno smesso di bere più volte per brevi periodi e che hanno fatto dell'incapacità di restare astinenti quasi uno stile di vita. Le caratteristiche personali e gli atteggiamenti dei bevitori di questo gruppo sono veramente molte perchè tanto diverse sono le condizioni personali, i comportamenti, le modalità del bere e le motivazioni che spingono a questa scelta.

Vantaggi e svantaggi
Con il tempo l'astinenza deve diventare per tutti gli alcolisti l'elemento centrale del rapporto psicoterapeutico, talvolta non si riescono ad evitare le ricadute ma è sempre possibile, di volta in volta, valutare con che sofferenza le viva il paziente, come lotti contro tale pericolo e come avvenga il conseguente progresso nel cammino terapeutico. Quando la condizione di alcoldipendenza presenta intolleranza alla terapia psicologica e la tendenza a cercare nuovamente rifugio nell'alcol ed è presente anche il danno fisico, è oportuno l'intervento a più presidi. Da un lato il terapeuta, teso a comprendere il paziente, dall'altro il clinico impegnato a controllare le condizioni fisiche del soggetto: dovrà proprio essere il medico a stabilire e a provvedere ad eventuali terapie collaterali o restrittive in accordo con il terapeuta. Spesso l'internista, preoccupato soprattutto per la salute del soggetto, richiede un ricovero, mentre il terapeuta preferisce arrivare alla soluzione del problema attraverso la presa di coscienza da parte del paziente degli aspetti conflittuali della sua esistenza. In certi casi si impone assolutamente l'allontanamento immediato e anche la sospensione temporanea della psicoterapia. Un limite della terapia individuale è quello di poter seguire un numero piuttosto limitatodi casi e il costo è molto elevato. Impone alle persone sacrifici economici che si sommano a quelli fatti per rimanere astinenti, perciò di ferquente avviene l'abbandono da parte del paziente. Spesso, il terapeuta costretto atrattare il singolo individuo, non può affrontare le dinamiche familiari e ambientali del soggetto in esame, perciò crea un isolamento psicologico che talvolta è negativo. Certo è che, quando la terapia individuale continua, offre maggiori garanzie di profondità e stabilità perchè prende in considerazione la personalità globale del soggetto. Il trattamento individuale può essere la scelta migliore per quei soggetti motivati, con un buon livello di intropspezione anche con un grosso problema di dipendenza, ma con una ragionavole capacità di frenare gli impulsi.
:>>